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Le barriere architettoniche in ambito condominiale

La normativa che regola l’eliminazione delle barriere architettoniche in ambito condominiale è l’art. 2 della la legge n. 13/1989 e succ. int. e modifiche.

Sostanzialmente, in base a tale normativa, l’adozione dell’intervento per l’eliminazione delle barriere architettoniche può:

– essere validamente deliberato dal condominio con le maggioranze di cui agli artt.  1120, comma 2, n. 2 c.c. e 1136, comma 2, c.c. ovvero con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti ed almeno la metà del valore dell’edificio;

– realizzato dal singolo condomino decorsi tre mesi dalla richiesta fatta al condominio. In tal caso le spese saranno a carico del condominio interessato ai lavori;

– applicando l’art. 1121 c.c. in base al quale, in caso di innovazioni con spese gravose o voluttuarie che consista in opere, impianti o manufatti suscettibili di utilizzazione separata, i condomini che non intendono trarne vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo nella spesa. 

Se l’utilizzazione separata non è possibile, l’innovazione non è consentita, salvo che la maggioranza dei condomini che l’ha deliberata o accettata intenda sopportarne integralmente la spesa.

L’AUTORE: LUISA PELLEGRINO – AVVOCATO

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